domenica 16 dicembre 2012

In occasione del 3 incontro del cafè il 15 Dicembre 2012
è stato consegnato il contributo in denaro del Rotary Monza Nord -Lissone al progetto dell'Alzheimer cafè. In alto la locandina dell'importante seminario che anche quest'anno Aral Onlus organizza con l'Università di Brescia. Il relatore di quest'anno, che segue la conferenza dello scorso anno tenuta dal Professore Salvatore Oddo, è il Dottor Stefano Pluchino che lavora presso il prestigioso Centro di Brain Repair e Neuroscienze di Cambridge.  Il titolo del seminario del dottor Pluchino è  "Studying the therapeutic plasticity of neural stem cells at nanoscale". Entrambi i relatori, così come il dottor Dario Finazzi, fanno parte del comitato scientifico dell'Aral, un altro segno del respiro internazionale che caratterizza l'associazione Aral. nella foto il momento della consegna del contributo con la presidente del Rotary Monza Nord Lissone ed i responsabili del progetto Alzheimer cafè Aral,  AVO, Auser, Protezione Civile e Aiutiamoli a vivere.




Piccolo dizionario scientifico

Le cellule staminali neurali (NSC) sono una popolazione di cellule multipotenti presenti nell’embrione, capaci di autorinnovarsi e di generare i tre principali tipi di cellule che costituiscono il cervello adulto (neuroni, astrociti e oligodendrociti). Il cervello adulto ha una enorme diversità cellulare, costituita, per la sola componente neuronale, da circa 10.000 tipi di neuroni funzionalmente differenti. Le NSC sono quindi dotate della ragguardevole capacita di generare, in modo coordinato, un repertorio di cellule estremamente diversificato, attraverso una serie di cellule intermedie, con una potenzialità ed una capacita di autorinnovamento progressivamente più limitate (precursori/progenitori neuronali e gliali), fino a esaurimento della propria capacità mitotica. L’equilibrio tra il numero e la tempistica delle divisioni simmetriche (con aumento della popolazione staminale) rispetto alle divisioni asimmetriche (generazione di una cellula staminale e di un progenitore multipotente) regola il numero di cellule staminali e l’omeostasi del tessuto nervoso.

Cellule staminali neurali nel cervello adulto.

Le NSC sono anche presenti in alcune zone del cervello adulto. Fino a non molti anni fa si riteneva che il patrimonio di neuroni del cervello adulto fosse essenzialmente quello originato durante lo sviluppo. Studi effettuati in diverse specie di vertebrati non mammiferi (teleostei e uccelli canori) hanno evidenziato la capacità del sistema nervoso adulto di produrre nuovi neuroni e di integrarli in circuiti funzionali, ma solo nel corso degli ultimi quindici anni si è dimostrato che anche nel cervello dei mammiferi adulti (incluso l’uomo) si riscontra una costante produzione di nuove cellule nervose. La neurogenesi adulta è limitata a due specifiche zone del cervello stesso: la zona subventricolare (SVZ, SubVentricular Zone) dei ventricoli laterali e la zona subgranulare (SGZ, SubGranular Zone) dell’ippocampo. I neuroni nati nella SVZ adulta migrano a lunga distanza, per diventare interneuroni granulari e perigranulari del bulbo olfattivo, mentre i neuroni nati nella SGZ adulta diventano cellule dei granuli del giro dentato dell’ippocampo. Almeno parte degli interneuroni neoformati sfugge alla morte e si integra in circuiti sinaptici preesistenti. Si valuta che, nei roditori, nell’arco di un mese vengano aggiunti circa 250.000 nuovi neuroni al giro dentato (il 6% del numero totale delle cellule nervose di quest’area). Nonostante il significato funzionale della neurogenesi adulta resti ancora incerto, vi è un grande interesse a studiarne i meccanismi e la regolazione, per le potenziali implicazioni terapeutiche per malattie neurodegenerative. Le zone neurogeniche SVZ e SGZ sono persistenze nel cervello adulto degli strati germinativi embrionali e vengono descritte come nicchie neurogeniche che garantiscono la presenza di stimoli molecolari indispensabili al mantenimento e alla regolazione delle NSC nel corso dell’intera vita. La nicchia staminale neurogenica del cervello adulto costituisce un complesso microambiente, dove l’azione dei fattori intrinseci che regolano le NSC (fattori di trascrizione e regolatori dell’espressione genica) converge con l’azione di fattori estrinseci, segnali molecolari tra cellule a contatto e segnali molecolari secreti a breve distanza, necessari per il mantenimento della staminalità delle NSC residenti, per regolarne le divisioni cellulari e per influenzarne il destino. La nicchia staminale neurogenica presenta una citoarchitettura altamente organizzata, che assicura le adeguate interazioni tra i differenti tipi cellulari presenti. Le NSC della nicchia SVZ sono costituite da una sottopopolazione di cellule RG che, sfuggite al generalizzato destino differenziativo astrocitario delle cellule RG, al termine della neurogenesi embrionale, mantengono proprietà di staminalità neurale tripotente, pur conservando molte caratteristiche di tipo astrocitario. Le NSC tripotenti della nicchia della SVZ adulta (dette cellule B) sono relativamente quiescenti, dividendosi lentamente in modo simmetrico, e sono attivate da segnali locali che inducono l’espressione del recettore per il fattore trofico proliferativo EGF (Epidermal Growth Factor), trasformandosi in cellule che si dividono con grande rapidità (dette cellule di amplificazione e transito, o cellule C), in modo asimmetrico, generando un’altra cellula di amplificazione e transito e un neuroblasto o glioblasto postmitotico migrante (cellula A). Le cellule di amplificazione e transito compiono un limitato numero di rapide divisioni asimmetriche, esaurendo infine il loro potenziale generativo di cellule differenziate postmitotiche. Affinché la neurogenesi possa continuare, è necessario quindi che le cellule C siano rigenerate, a spese della popolazione di cellule staminali (cellule B). La nicchia assicura altresì il fatto che, a seguito di una divisione asimmetrica delle cellule C, la cellula staminale figlia resti nella nicchia, mentre la cellula figlia destinata a differenziarsi l’abbandoni. Nel caso della SVZ, i neuroblasti generati nella nicchia staminale adulta migrano verso il bulbo olfattivo, attraverso la cosiddetta corrente migratoria rostrale, con un meccanismo di migrazione collettiva a catena, che coinvolge interazioni omotipiche tra le cellule migranti, all’interno di strutture a forma di tubo, formate da astrociti specializzati.

Il dottor Pluchino ha mostrato alcune ricerche condotte nel suo Laboratorio in cui le NSC rilascerebbero nanoparticelle cioè nanovescicole membranose di origine endocitica che possono essere rilasciate da vari tipi di cellule, tra cui appunto le NSC, nell'ambiente extracellulare.
Si è osservato che possono trasportare proteine (per lo più antigeni), e in ricerche piu recenti si è provata la presenza di mRNA e microRNA dentro le nanovescicole (exosomal shuttled RNA).
Le ricerche sugli exosomi sono ancora aperte, non si sà con sicurezza a cosa servano e manca un buon pool di teorie sul quale poter lavorare, Si pensa che possano far parte di un meccanismo di comunicazione cellula-cellula ancora non conosciuto e che possano trovare applicazione in oncologia come cellule presentanti antigeni tumorali.

Alcune foto del seminario del Dr. Stefano Pluchino tenutosi il 18 Dicembre 2012 all'Università di Brescia











In basso da sin il Dr. Dario Finazzi, il Dr Stefano Pluchino e il Dr. Roberto Dominici dopo il seminario scientifico









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