sabato 3 ottobre 2020

Rigenerare il Cervello: utopia o prospettiva reale ?

 

EVENTO ANNULLATO CAUSA NUOVE RESTRIZIONI ANTI-COVID DPCM 13 OTTOBRE 

Il prossimo 27 ottobre a Monza presso il St. Geoge Premier, si terrà la conferenza del Professore Gianvito Martino Prorettore alla Ricerca e Terza missione, che in questa carica  avrà il compito di seguire le attività di ricerca delle tre facoltà dell'Ateneo Vita-Salute del San Raffaele, e di supportare lo sviluppo delle attività connesse alla Terza missione nella relazione tra il mondo della Ricerca, la Comunità, la scuola, le istituzioni e le imprese.


Neuroscienziato italiano, dal 1997 direttore dell'Unità di Neuroimmunologia.

Dal 2008 al 2016, è stato direttore della divisione di Neuroscienze e poi direttore scientifico dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Dal 2015 è professore ordinario di biologia applicata presso l’Università Vita-Salute San Raffaele. Negli ultimi 15 anni si è occupato di terapia cellulare mediante l’uso di cellule staminali neurali per la cura delle varie forme di sclerosi multipla (SM), un campo in cui l’Italia è all’avanguardia. Il prof. Gianvito Martino è stato uno dei primi a pensare di usare la terapia cellulare per combattere la sclerosi multipla. A metà degli anni ’90 sono state sviluppate, dal suo gruppo di Ricerca, delle tecnologie che permettevano di coltivare in laboratorio grandi quantità di cellule staminali del cervello (neurali), prerequisito per poi poterle trapiantare. Sulla scia di questo entusiasmo, e delle potenzialità di cura attese, si è pensato di usarle per ricostruire la mielina. Il primo studio fu preliminare, nel senso che permise di scoprire un nuovo meccanismo d’azione delle cellule staminali. Un caso di “serendipity”, che mostrò, appunto, che le cellule staminali potevano ridurre l’impatto della malattia semplicemente rilasciando sostanze con un effetto terapeutico. Il lavoro ebbe un’ampia diffusione a livello internazionale perché si trattava di un’idea innovativa e provocatoria.

Nel 2017 ha avviato il primo studio al mondo per valutare la sicurezza dell’infusione di cellule staminali neurali nelle persone con SM. I dati ottenuti sono interessanti. Sono state somministrate cellule staminali neurali in 12 pazienti con sclerosi multipla progressiva per via intratecale, con una puntura lombare, per cercare di essere meno invasivi possibile. I partecipanti sono stati divisi in quattro coorti da tre pazienti ciascuna, a cui abbiamo dato una dose via via più alta di cellule staminali, con intervalli di tre mesi tra un gruppo e l’altro: siamo partiti da 50 milioni fino ad arrivare a mezzo miliardo di cellule. Ad oggi i primi nove pazienti hanno finito il follow-up di due anni. Gli ultimi tre invece hanno terminato il primo dei due previsti. Il prossimo anno questo trial sarà concluso e per ora non è stato segnalato nessun effetto collaterale grave. Ma stiamo parlando di una Fase I, che valuta la sicurezza dell’approccio. Non possiamo ancora esprimerci sull’efficacia, perché il numero di persone sul quale è stato sperimentato è talmente basso che non ci permette di estrapolare alcunché. Il passo successivo sarà uno studio di Fase II, per valutare l’efficacia. L’idea è che le cellule staminali, una volta iniettate a livello lombare, circolino dentro il liquido cefalorachidiano rilasciando una serie di sostanza antiinfiammatorie, rigenerative e neuroprotettive. Queste dovrebbero stimolare il tessuto non danneggiato, e rimasto ancora funzionante, ad autorigenerarsi. In generale noi abbiamo questa capacità innata di autoriparare il nostro sistema nervoso e le staminali neurali possono favorirla secernendo sostanze capaci di attivare questi meccanismi autoriparativi quando iniettate all’interno di un tessuto.

Attività di divulgazione scientifica

Gianvito Martino è stato tra i fondatori dell’associazione per la cultura SINAPSI - associazione no profit finalizzata alla divulgazione della cultura scientifica - di cui ha ricoperto la carica di Presidente dall’anno della sua fondazione, 1999, fino al 2008.

È stato tra i fondatori dell’Associazione BergamoScienza di cui è tutt’ora membro del comitato direttivo e presidente del comitato scientifico. L’associazione BergamoScienza è un’associazione no profit finalizzata alla divulgazione della scienza e che dal 2003 organizza il festival della scienza BergamoScienza.

Ha scritto per varie testate giornalistiche - quali il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Stampa - ed ha partecipato come relatore a numerose manifestazioni di divulgazione scientifica nazionali ed internazionali.

La sua attività divulgativa si è poi concretizzata nella pubblicazione di vari libri tra i quali ‘Il cervello. La scatola delle meraviglie’ (2008), ‘La medicina che rigenera. Non siamo nati per invecchiare’ (2009), ‘Identità e mutamento. La biologia in bilico’ (2010), libro vincitore del Premio Fermi Città di Cecina 2011 per la divulgazione scientifica, ‘Il cervello gioca in difesa: storie di cellule che pensano (2013)’, libro vincitore del 1º Premio per la Divulgazione Scientifica dell’Associazione Italiana del Libro, ‘In crisi d’identità. Contro natura o contro la natura? (2014)’, ‘Le forme della vita, scienza e bellezza nella mente dei Nobel (2014)’, e ‘Il cervello tra cellule ed emozioni (2017).

Programma del 9° anno dell' Alzheimer Café di Lissone (MB)

Obiettivi degli interventi specifici:

 Musicoterapia: 

dr. Guglielmo  Nigro, Mt. Gabriella Ugo

Incontri di musicoterapia di gruppo  con una modalità di  approccio rivolto alla persona utilizzando la musica o il suono come strumento di comunicazione non-verbale, per intervenire a livello riabilitativo e terapeutico  in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l'apprendimento, la motricità, l'espressione, l'organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive della persona che partecipa.

 Arteterapia:

arch. Alice Silvia Panza, dr.ssa Giovanna M. Frasca

L’intervento che ha come tema “RITROVarti” parte dall’uso di immagini e di oggetti come strumenti capaci di evocare memorie di ieri, suscitare emozioni di oggi, riscoprire e mantenere la parte vitale e creativa che appartiene a ciascuno di noi. L’intervento ga come obiettivi:

la relazione creativa, mantenere vive le emozioni, stimolare i sensi, risveglio e conservazione della parte attiva individuale, scoprire un modo diverso di comunicare ed interagire.

 

Danzaterapia: 

dr.Vincenzo  Genna

E’ una particolare forma di arteterapia nella quale il conduttore esperto utilizza il corpo e il movimento come mezzo primario per raggiungere gli scopi terapeutici. È quindi una tecnica di riabilitazione che utilizza l'espressività corporea, il movimento, per regolare le emozioni e regolare il sé psicofisico dell'individuo.

 L’alzheimer Cafè è un servizio di supporto e di sostegno per i malati con disturbi neurocognitivi e per i loro familiari che si avvale di interventi che rientrano nell’ambito degli approcci non farmacologici (laboratori di arteterapia, musicoterapia, danzaterapia). Le Arti infatti possono diventare strumenti efficaci di cura per la loro capacità di mettere in relazione tramite il terapeuta, il caregiver e il familiare ammalato, permettendo al primo di misurarsi con le proprie emozioni  e linguaggi, di accogliere e dare voce a vissuti inespressi e al secondo di vivere “nel qui ed ora” esperienze di  consapevolezza, di recupero identitario e di benessere, diventando risorsa terapeutica atta a rafforzare le memorie emotive, affettive della persona con demenza e del suo caregiver.

 

lunedì 21 settembre 2020

L'Amore al quadrato: All'insegna della solidarietà

 

In occasione della XXVII giornata mondiale di lotta alle Demenze l'Associazione ARAL e il gruppo che coordina l'Alzheimer Cafè inaugurerà il 26 Settembre 2020
il nono ciclo dell'Alzheimer Cafè e il programma del 3 anno della Comunità Amica delle persone con Demenza di Lissone (DFC) in Piazza Libertà. La scelta del luogo all'aperto  più rappresentativo della Città  indica la necessità e l'importanza di rimettere in moto un servizio che da nove anni accompagna i malati con Demenza ed i loro familiari in un percorso che nemmeno la drammatica crisi pandemica ha fermato del tutto, pur nel rispetto delle misure protettive e cautelative di contenimento della diffusione del virus nella seconda fase attuale della epidemia. Il titolo deriva dalla bellissima iniziativa di un gruppo di socie e volontarie dell'Associazione Una vita in Rosa (che da anni si occupa della prevenzione dei tumori femminili) e dell'AVO di Lissone, che durante il periodo del lockdown e anche oltre, hanno realizzato delle coloratissime coperte di lana che verranno donate agli anziani della Città tra cui quelli che partecipano agli incontri di Alzheimer Cafè e quelli che partecipano alle attività del Centro anziani del Comune di Lissone.
Il nuovo programma dell'Alzheimer Cafè, si avvarrà di modalità sia in presenza che "on line" per consentire la partecipazione agli incontri dei caregiver più ampia possibile. Mai come in questo periodo infatti i familiari ed i loro cari con demenza richiedono riferimenti qualificati e urgenti  che rispondano ai loro bisogni sempre complessi e differenziati di gestione della vita quotidiana. Considerando che lo stigma e la disinformazione che circondano le demenze rimangono ancora un problema globale, il nostro impegno continuerà ancora più forte e determinato per non lasciare soli gli ammalati e le loro famiglie.

Roberto Dominici

mercoledì 25 marzo 2020

Comunicato ARAL per emergenza Covid-19

http://www.alzheimer.it/to_attivita_covid_19.html

Carissimi Familiari e Caregiver,

 L’ Associazione Aral e tutto il coordinamento dell’Alzheimer Cafè di Lissone, in questo momento così difficile, doloroso e drammatico vogliono  essere comunque vicini a tutti voi, a tutti gli amici dell’Alzheimer Cafè di Lissone , a tutti coloro che abbiamo incontrato in questi anni di attività, ai nostri numerosi e generosi sostenitori.
L’emergenza sanitaria, che ha sconvolto le nostre vite in queste settimane, ci ha costretti a sospendere tutte le attività dell’Associazione ma noi siamo qui pronti ad ascoltarvi, anche solo per due chiacchiere, a darvi una mano per ciò che è possibile e a fornirvi qualsiasi informazione.

Vorremmo che questo momento riuscisse a produrre nuovi canali di aiuto reciproco, a rinsaldare il legame e l’affetto che la condivisione ha creato, sviluppando, anche se a distanza, una rete di mutuo aiuto.

L’invito è quindi di farvi vivi. Scriveteci, telefonateci.

Condividete con noi qualsiasi informazione possa essere utile anche ad altri
Iniziamo condividendo un messaggio della Federazione Alzheimer che ha attivato un numero di telefono a cui ci si può riferire, come di seguito descritto.
Come operatori Aral ci stiamo organizzando per dare una nostra disponibilità di Pronto Alzheimer. Intanto potete scrivere alla seguente mail per descriverci bisogni e richieste: associazionearal@gmail.com o telefonare al seguente n. di telefono 3495503341 dalle ore 15.00 alle ore 16.00 del sabato.

Desideriamo condividere con voi un decalogo di semplici consigli per
affrontare al meglio le giornate con una persona con demenza. Lo trovate
all'interno del sito della Federazione Alzheimer al seguente link:

http://www.alzheimer.it/to_attivita_covid_19.html

 Il decalogo che è stato stilato può essere un piccolo supporto ma può sollevare un po’
dalle grandi preoccupazioni quotidiane.

Il messaggio seguente è stato inoltrato da Federazione Alzheimer Italia:

Cari amici, l'emergenza sanitaria sembra non arrestarsi, ma noi, da Milano, abbiamo deciso di raddoppiare gli sforzi perché nessuno di voi si senta solo in questo momento difficilissimo.
Se avete bisogno del nostro supporto, ecco come contattarci:
📞 abbiamo riattivato Pronto Alzheimer: 02809767 - da lunedì a venerdì dalle 13.30 alle 15.30.

Si comunica inoltre che il lunedì e il mercoledì risponderà Francesca Arosio, psicologa della Federazione Alzheimer e collaboratrice di Aral Onlus fin dalla sua fondazione.

📧 resta sempre attivo il seguente indirizzo email:
info@alzheimer.it
Cari amici, noi ci siamo! Distanti, ma uniti. Sempre.

lunedì 10 febbraio 2020

Ottavo ciclo Alzheimer Cafè LIssone 2019-2020




L’alzheimer Cafè è un servizio di supporto e di sostegno per i malati con disturbi neurocognitivi e per i loro familiari che si avvale di interventi che rientrano nell’ambito degli approcci non farmacologici (laboratori di arteterapia, musicoterapia, danzaterapia). Le Arti infatti possono diventare strumenti efficaci di cura per la loro capacità di mettere in relazione tramite il terapeuta, il caregiver e il familiare ammalato, permettendo al primo di misurarsi con le proprie emozioni  e linguaggi, di accogliere e dare voce a vissuti inespressi e al secondo di vivere “nel qui ed ora” esperienze di  consapevolezza, di recupero identitario e di benessere, diventando risorsa terapeutica atta a rafforzare le memorie emotive, affettive della persona con demenza e del suo caregiver.

martedì 12 novembre 2019

Curare la Felicità. Un Viaggio fra le Arti. Ottavo ciclo Alzheimer Cafè




Dal 2010 l'Associazione Aral Onlus ha messo in atto progetti di potenziamento cognitivo e di musicoterapia rivolti agli ospiti del nucleo Alzheimer della RSA Agostoni di Lissone. Nel 2012 nasce, da una rete formata da Aral con altre Associazioni (Avo, Auser, Protezione Civile, Aiutiamoli a vivere), l'Alzheimer Cafe' che si rivolgeva a tutto il territorio e in particolar modo alle persone colpite che vivono ancora nella propria casa. E' un progetto che ha accompagnato le famiglie in un percorso di aiuto, sostegno e conoscenza della malattia di Alzheimer e delle demenze.
Il prossimo 24 Novembre a Lissone sarà presentato il programma dell’8° anno di Alzheimer Cafè; il progetto attuale, coordinato dalle Associazioni ARAL, AVO e Auser (Filo d’argento), si presenta con una nuova formula rispetto a quella degli anni precedenti, coinvolgendo nelle attività che si proporranno entrambi gli attori del processo: Persona colpita dalla malattia e Caregiver.
L’incontro ha un titolo molto ambizioso e di grande impatto per la vita di ciascuno di noi: Curare la Felicità, un viaggio tra le Arti. Riuscire a prendersi cura di sé e degli altri, con la consapevolezza della gratitudine, per quello che abbiamo avuto e per quello che abbiamo, per quello che siamo stati e per quello che siamo, per rimanere in contatto con il nostro mondo interiore e con quello di chi ci sta accanto. Le Arti infatti possono diventare strumenti efficaci di cura per la loro capacità di mettere in relazione tramite il terapeuta, il caregiver e il familiare ammalato, permettendo al primo di misurarsi con le proprie emozioni e linguaggi, di accogliere e dare voce a vissuti inespressi e al secondo di vivere “nel qui ed ora” esperienze di consapevolezza, di recupero identitario e di benessere, diventando risorsa terapeutica atta a rafforzare le memorie emotive, affettive della persona con demenza e del suo caregiver.
Perché una persona con Alzheimer è ancora a lungo capace di una vita emotiva e affettiva ricca ed intensa.